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Materiali innovativi per una pesca sostenibile

da | Lug 21, 2026 | Informazioni, News

Materiali innovativi per una pesca sostenibile: come le nuove reti possono fare la differenza

Innovazione e sostenibilità: una sfida per il settore della pesca

Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata uno dei temi centrali anche nel settore della pesca professionale. Secondo la FAO, la tutela delle risorse marine richiede un approccio integrato che non riguarda soltanto la gestione degli stock ittici, ma coinvolge anche l’evoluzione delle attrezzature impiegate quotidianamente dalle marinerie, con l’obiettivo di ridurne l’impatto ambientale e migliorarne l’efficienza operativa.

In questo scenario, ricerca e innovazione stanno aprendo nuove prospettive grazie allo sviluppo di materiali sempre più performanti, leggeri e, in alcuni casi, biodegradabili. L’obiettivo è duplice: aumentare l’efficienza delle operazioni di pesca e contribuire alla salvaguardia degli ecosistemi marini, favorendo un modello produttivo capace di coniugare competitività e responsabilità ambientale.

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Fibre ad alte prestazioni: più efficienza e maggiore durata

Le moderne fibre sintetiche ad alte prestazioni rappresentano una delle innovazioni più significative nel settore delle reti da pesca. Tra queste, il Dyneema, una fibra in polietilene ad altissimo peso molecolare (UHMWPE), si distingue per l’elevata resistenza meccanica, il peso estremamente ridotto e l’ottima resistenza all’abrasione e agli agenti atmosferici.

L’impiego di reti realizzate con fibre di questo tipo offre numerosi vantaggi operativi. La maggiore leggerezza facilita le operazioni di calata e recupero, riducendo lo sforzo richiesto agli operatori e migliorando la sicurezza durante le attività di bordo.

Materiali più resistenti significano inoltre una maggiore durata delle attrezzature, minori interventi di manutenzione e una riduzione della frequenza di sostituzione delle reti. Un ciclo di vita più lungo permette infatti di limitare il consumo di materie prime e la produzione di rifiuti, contribuendo ai principi dell’economia circolare.

Reti biodegradabili e tecnologie intelligenti contro il fenomeno delle “reti fantasma”

Tra le principali problematiche ambientali legate alla pesca vi è il fenomeno delle cosiddette ghost nets, ovvero reti perse o abbandonate accidentalmente che continuano a catturare pesci, crostacei e altre specie marine anche per molti anni. Oltre a compromettere la biodiversità, queste attrezzature rappresentano una delle principali fonti di rifiuti plastici presenti negli oceani.

Per affrontare questa criticità, università, centri di ricerca e aziende stanno sviluppando materiali innovativi in grado di limitare gli effetti della pesca fantasma. Tra i progetti più interessanti figura Remora, che ha sviluppato una rete biodegradabile integrando un sistema di identificazione a radiofrequenza (RFID). Grazie a un’applicazione dedicata, i pescatori possono individuare e recuperare le reti disperse con maggiore rapidità. Qualora il recupero non fosse possibile, il materiale è progettato per degradarsi in tempi significativamente inferiori rispetto alle reti sintetiche tradizionali, riducendo la permanenza dei rifiuti nell’ambiente marino.

Parallelamente, la ricerca sta sperimentando nuovi polimeri biodegradabili come PLA (acido polilattico), PHA (poliidrossialcanoati) e PBS (polibutilene succinato). La sfida consiste nel realizzare materiali capaci di garantire prestazioni meccaniche adeguate durante l’attività di pesca e, allo stesso tempo, un impatto ambientale sensibilmente inferiore al termine del loro ciclo di vita.

Economia circolare: il valore del recupero delle attrezzature

L’innovazione non riguarda soltanto i materiali impiegati nella produzione delle reti, ma anche la gestione del loro fine vita. Negli ultimi anni diversi progetti europei stanno promuovendo sistemi di raccolta, recupero e riciclo delle reti dismesse, con l’obiettivo di trasformare le fibre sintetiche in nuove materie prime destinate ad altri settori industriali.

Questa visione si inserisce nei principi dell’economia circolare, secondo cui ogni attrezzatura dovrebbe essere progettata non solo per durare più a lungo, ma anche per essere recuperata, riciclata o valorizzata al termine del proprio utilizzo. Una gestione più efficiente dell’intero ciclo di vita delle reti consente infatti di ridurre il consumo di risorse, limitare la dispersione di materiali plastici nell’ambiente e diminuire l’impronta ambientale complessiva del settore.

Ricerca e collaborazione per una pesca sempre più sostenibile

L’innovazione tecnologica rappresenta un elemento fondamentale, ma da sola non è sufficiente. Per accompagnare la transizione verso una pesca realmente sostenibile è necessario favorire la collaborazione tra aziende, pescatori, istituzioni, università e centri di ricerca.

Conoscere le esigenze operative delle diverse marinerie permette infatti di sviluppare soluzioni realmente efficaci, capaci di rispondere alle necessità quotidiane degli operatori senza compromettere produttività, sicurezza e qualità del lavoro.

Anche la Commissione Europea e la FAO sottolineano l’importanza di investire nella ricerca, incentivare il recupero delle attrezzature disperse e sviluppare sistemi di tracciabilità sempre più evoluti, elementi considerati strategici per ridurre l’inquinamento marino e promuovere una gestione più sostenibile delle risorse ittiche.

Guardare al futuro con responsabilità

La sostenibilità della pesca passa anche attraverso l’innovazione dei materiali e delle attrezzature. L’impiego di fibre ad alte prestazioni, lo sviluppo di reti biodegradabili, l’introduzione di sistemi intelligenti di tracciabilità e la diffusione di modelli di economia circolare rappresentano opportunità concrete per ridurre l’impatto ambientale delle attività di pesca senza rinunciare all’efficienza operativa.

Investire nella ricerca significa costruire un settore più competitivo, resiliente e preparato alle sfide future. Perché questa transizione sia realmente efficace, è però necessario anche un impegno da parte delle istituzioni europee nel sostenere e incentivare l’adozione di tecnologie e materiali innovativi, accompagnando concretamente le imprese del settore verso il cambiamento.

Accanto agli investimenti, sarà fondamentale promuovere una maggiore apertura culturale e operativa verso l’innovazione, favorendo la diffusione di soluzioni sostenibili lungo tutta la filiera e rendendo possibile una transizione graduale e concreta. Solo attraverso un approccio condiviso tra ricerca, imprese, operatori e istituzioni sarà possibile offrire un’alternativa credibile e sostenibile alle soluzioni più radicali, come lo smantellamento della pesca a strascico prospettato dall’Unione Europea.


Fonti

Silvia fa parte del Team Eurofuni nel ruolo di Executive Assistant Purchases and Export Sales Manager, che svolge con passione, dinamismo, flessibilità e determinazione. Empatica, curiosa e creativa, ha molti interessi: ama la natura, l’arte, fare sport, viaggiare e molto altro.
Silvia Rosetti

Executive Assistant Purchases and Export Sales Manager